ENZO CUCCHI
Enzo Cucchi nasce nel 1949 a Morro d'Alba (Ancona). Si avvicina alla pittura da autodidatta,
ma la sua iniziale passione è la poesia e nel 1976 pubblica la raccolta Il veleno
è stato sollevato e trasportato. Nella seconda metà degli anni 70 riprende l'attività
artistica, caratterizzata dal recupero di mezzi espressivi tradizionali della pittura,
anche se ripensati attraverso inserti o appendici in ceramica. Nel 1979 è incluso
da Achille Bonito Oliva tra i protagonisti della Transavanguardia italiana ed espone
nella sezione Aperto'80 della 39.Biennale di Venezia curata da questi insieme con
Harald Szeemann. La riscoperta dei linguaggi popolari della propria terra d'origine
e uno sguardo profondo alla Storia dell'arte diventano i poli attorno ai quali si
sviluppa l'indagine di Cucchi, presentata nel 1982 a Documenta 7 a Kassel e nel 1983
alla 4.Biennale of Sydney e nella mostra Zeitgeist alla Martin Gropius Bau di Belino,
che individua nel neoespressionismo lo "spirito del tempo". Nel ciclo del 1984 Vitebsk-Harar
la riflessione di Cucchi si appunta su figure-chiave della cultura moderna: la storia
di Kasimir Malevic, costretto a insegnare nell'accademia reazionaria di Marc Chagall
a Vitesbk, e Arthur Rimbaud. Nello stesso anno si trasferisce a Roma, che diviene
presto motivo ispiratore delle sue opere. La pittura barbarica e densa di materia
dei primi anni lascia il posto a una ricerca più austera e concentrata, spesso monocromatica,
caratterizzata dall'inserimento di pezzi di metallo o legno, come testimonia la retrospettiva
organizzata dal Solomon R. Guggenheim Museum di New York del 1986 e come già presagivano
le grandi sculture all'aperto realizzate dal 1984. Incentrate sul disegno sono infatti
le personali tenute nel 1987 alla Kunsthalle di Bielefeld e al Carré d'Art di Nîmes
nel 1991. La Biennale di Venezia del 1988 consacra definitivamente l'artista a livello
internazionale. Nel 1989 partecipa alle mostre Italian Art in the 20th Century alla
Royal Academy of Arts di Londra e Le Magiciens de la Terre al Centre Georges Pompidou
di Parigi. Firma scenografie per il Teatro dell'Opera di Roma e per quello di Gibellina;
avvia collaborazioni con architetti, come Mario Botta ed Ettore Sottsass. Al suo
lavoro di artista affianca presto una feconda attività creativa in forma di testi
scritti, spesso destinati ad affiancare le sue mostre. Già presente alla 12.Quadriennale
Nazionale d'Arte di Roma, è invitato nel 1997 a rappresentare l'Italia alla 47.Biennale
di Venezia. Negli anni successivi si dedica al mosaico, uno dei quali è collocato
nel 2004, in seguito a concorso internazionale, all'interno del Palazzo di Giustizia
di Pescara.
Dopo la retrospettiva al Museo Correr a Venezia (2007) nel 2009 è al Museo di Capodimonte
a Napoli, per la mostra Costume interiore, in cui riunisce pittura, disegno, scultura
e architettura. Negli anni successivi s'interessa in particolare alla ceramica, esponendo
nel 2010 i propri lavori al Museo internazionale delle ceramiche di Faenza.